venerdì 17 novembre 2017

Un nuovo campo sportivo? Perplessità e timori



Abbiamo letto su La Nazione del 13 novembre un articolo dal titolo “Rivoluzione urbanistica a Fezzano, Parcheggio sotto il campo da calcio”.
Viene presentato un progetto di modifica dell’attuale campo sportivo che prevede pavimentazione in sintetico, adeguamento delle misure e sopraelevazione con realizzazione di parcheggio sotterraneo. Si tratta di un progetto da molti anni ormai, almeno dal 2009, nei cassetti dell’Amministrazione comunale, ne avevamo già sentito parlare dal sindaco Nardini. Ora pare vada in porto, visto che c’è già stato l’accordo con le società sportive delle tre frazioni del Comune di Porto Venere.
Questa notizia ci suscita alcune riflessioni

Sul metodo

Di questo progetto i cittadini del Fezzano hanno sempre sentito solo qualche chiacchiera, dalla precedente amministrazione e anche dall’attuale, sempre in riunioni in cui l’argomento non era all’ordine del giorno ma se ne accennava quasi en passant, come di una cosa ipotetica e sulla quale la popolazione sarebbe poi stata coinvolta. Ora scopriamo che, senza che ci sia mai stato presentato un progetto né tantomeno chiesto un parere, senza che sia stata mai indetta dall’Amministrazione una riunione sull’argomento, la cosa è andata avanti tanto che c’è già un accordo con le società sportive che gestiranno insieme la struttura.
Ancora una volta si mette in pratica un metodo già tristemente sperimentato dalla comunità, considerare i cittadini semplici spettatori ai quali dare informazioni, mettendo in pratica l’equazione comunicazione = partecipazione.
Su questa strana idea di partecipazione abbiamo scritto più volte e purtroppo ci torneremo, anche in relazione alla vicenda Palmaria


martedì 24 ottobre 2017

Palmaria non è una preda


Abbiamo letto sul Secolo XIX di domenica 22 ottobre la ricostruzione della visita sull’isola Palmaria di un imprenditore, Michele De Negri, arrivato con elicottero privato e accompagnato poi da sindaco e tecnici del comune a visionare alcuni beni in dismissione tra cui il Forte Palmaria. Questa visita apre la strada a non troppo fantasiose ipotesi sul futuro dell’isola, futuro che era già stato tracciato quando si parlava di Capri della Liguria o di turismo di altissimo livello.
Ci sono due aspetti di questa vicenda che vanno messi in evidenza. Il primo è di ordine sociale/costituzionale e non ci riferiamo solo ai beni in dismissione dal demanio militare ma anche a quelli già nella disponibilità del Comune come Casa Carassale sull’isola o la casa del Capitano sul promontorio di Porto Venere. Della vendita di casa Carassale a una società con sede in Estonia (ma con nomi italianissimi nel C.d.A.) si parla nella stessa pagina del giornale, mentre l’asta per la casa del Capitano deve ancora essere bandita. Si tratta, dicevamo, di due beni appartenenti al Comune, cioè alla Comunità e, come scrivono autorevoli costituzionalisti come Paolo Maddalena, tali beni sono a tutti gli effetti beni comuni, cioè beni “fuori commercio e in proprietà collettiva, e che, pertanto, sono inalienabili, inusocapibili e inespropriabili”. 

lunedì 9 ottobre 2017

Una nostra proposta per la gestione dei beni in dismissione sull'isola Palmaria

Il Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione dell’isola Palmaria siglato il 14 marzo 2016 tra il Comune di Porto Venere, Ministero della Difesa, Regione Liguria e Agenzia del Demanio prevede di:
- “recuperare alcuni immobili in uso alla Marina Militare che potrebbero essere messi a disposizione del progetto di valorizzazione dell’isola;
- migliorare, anche con interventi di manutenzione straordinaria, alcuni beni che rimangono in uso alla Marina Militare essendo inseriti nel complesso di più generale valorizzazione dell’isola e ancora necessari alle esigenze della Forza Armata;
- contribuire alla valorizzazione dell’isola Palmaria nell’ambito di un progetto pilota che sia fortemente basato sulla presenza storica, culturale e materiale, della Marina Militare;
- favorire il processo di valorizzazione dell’isola Palmaria quale esempio di sviluppo sostenibile di un bene di grande valore storico, culturale, ambientale e paesaggistico.”
L’accordo prevede anche che i beni che rimangono nella disponibilità della Forza Armata “saranno oggetto di interventi di innovazione e di manutenzione straordinaria compresi e finanziati nell’ambito dell’attuazione del programma di valorizzazione dell’isola Palmaria, senza oneri per il Ministero della Difesa e per la Marina Militare”. (il grassetto è nostro)
L’accordo quindi non solo non è a costo zero ma non porta neppure vantaggi per la comunità, né da un punto di vista economico né socio-ambientale.
Cominciamo con l’esaminare quest’ultimo aspetto.

martedì 3 ottobre 2017

Storia di una piattaforma scomparsa


Si è tenuta l’11 settembre presso la sala Consiglio del Comune di Porto Venere l’assemblea pubblica di presentazione del percorso partecipato previsto nell’attuazione del Protocollo di Intesa per la valorizzazione dell’isola Palmaria.
Nel corso della riunione, molto affollata a dimostrazione di quale importanza dia la comunità al futuro dell’isola, è stata presentata dal Sindaco la responsabile dei processi partecipativi, dott.ssa Silvia Baglioni, incaricata dalla Regione Liguria.
La dott.ssa Baglioni ha illustrato le linee di indirizzo per lo sviluppo del programma esplicitate negli obiettivi fondamentali e strategici e anche le tre fasi in cui si svolgerà l’attività dell’architetto incaricato, l’architetto Kipar dello studio Land di Milano. 
Ha poi annunciato l’imminente apertura di una piattaforma web, Palmaria nel cuore, sulla quale si sarebbero potuti caricare tutti i documenti elaborati dalle varie associazioni e cittadini e che avrebbe dovuto fungere da momento di condivisione e di discussione degli stessi documenti. 

martedì 5 settembre 2017

Palmaria: Masterplan e partecipazione




Abbiamo letto i documenti pubblicati nel sito della Regione Liguria relativi all’isola Palmaria, in particolare quelli che si riferiscono al Sito Unesco, agli Scenari di intervento e alle Attività affidate all’advisor tecnico e, per la parte comunicazione, alla Società Basi Comunicanti.

Il quadro che ne abbiamo ricavato non è confortante. Intanto emerge con chiarezza che non ci sarà un percorso partecipato ma solo comunicazione, timore che avevamo già espresso nella nota inviata a giugno in Comune e in Regione QUI. Leggiamo infatti che ci saranno “una serie di incontri dedicati a illustrare, approfondire e recepire eventuali istanze o suggerimenti”; ancora, il coinvolgimento avverrà “attraverso una comunicazione chiara e programmata”. 

Non si tratterà quindi di percorso partecipato ma solo di comunicazione condotta da facilitatori non neutri che si limiteranno ad illustrare le decisioni assunte mentre le proposte delle associazioni e dei cittadini saranno prese in considerazione solo se non interferiranno con il quadro complessivo già delineato. Che non si tratterà di percorso partecipato si evince anche dal curriculum dell’esperto incaricato, curriculum di tutto rispetto ma in altro campo, in quello appunto della comunicazione.
 
Il primo di questi incontri è previsto per l’11 settembre, lì vedremo come verrà impostato il cammino e saremmo ben lieti di ricrederci.

mercoledì 5 luglio 2017

Palmaria, bene comune da preservare


In data 10/10/2016 l’Associazione Posidonia ha inviato formale richiesta di partecipazione al Tavolo Tecnico costituito per dare attuazione alla dismissione di beni del Demanio Militare sull’isola Palmaria. Ne abbiamo scritto QUI e QUI
L’Associazione Posidonia ha quindi elaborato il documento qui di seguito che esprime la propria visione sull’isola Palmaria e sugli scenari che potrebbero configurarsi a seguito della dismissione di tali beni e loro passaggio nella disponibilità del Comune di Porto Venere.
Questo documento è stato inviato alla Regione Liguria, al Comune di Porto Venere, al Ministero della Difesa e al Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Liguria, Enti che compongono il Tavolo Tecnico e ai quali confidiamo di poterlo illustrare in una apposita seduta


Sullo schema metodologico procedurale per l’attuazione del Tavolo Tecnico



Dobbiamo innanzitutto esprimere la nostra sorpresa e contrarietà rispetto al percorso che si sta seguendo per l’attuazione del Tavolo Tecnico.

Nella Deliberazione n. 24 del 8/6/2016 del Consiglio Comunale di Porto Venere e nella successiva Delibera di Giunta n. 173 del 12/8/2016 è scritto che “il Tavolo Tecnico nella gestione dei lavori relativi all’”Agenda” curerà, attraverso la definizione di linee guida metodologiche, la definizione di un percorso di comunicazione ad ampio respiro e l’attivazione di un processo di partecipazione fino alle fasi attuative del Programma”.

Un processo di partecipazione, per essere tale, deve prevedere il coinvolgimento di tutti i cittadini interessati, riuniti o meno in associazioni, che devono, dopo ricerche, analisi, discussioni, costruzione di vari scenari, esplicitare e motivare la loro visione sul territorio in esame, in questo caso sull’isola Palmaria. Le risultanze di questo lavoro dovrebbero poi essere la base di un concorso di idee per individuare il progettista cui affidare l’incarico.

Qui si sta procedendo alla rovescia: si è dato l’incarico di elaborare il Master Plan ad uno studio tecnico senza aver neppure iniziato il percorso di partecipazione, e solo ora ai cittadini viene richiesto di esprimersi. O si tratta solo di comunicazioni dal Tavolo ai cittadini?

Vogliamo sottolineare che comunicare non è partecipare, questo progetto manca già di una gamba fondamentale, i cittadini che vivono questo ambiente e sui quali ricadranno le conseguenze delle scelte fatte.

Anche dal punto di vista della trasparenza il Programma di Valorizzazione dell’isola Palmaria ha avuto una partenza falsa: non sappiamo quali direttive sono state date alla studio Kipar, non sappiamo se il Tavolo Tecnico si è riunito (avrebbe dovuto farlo una volta al mese) e con quali risultati, così come non sappiamo nulla di eventuali riunioni della Cabina di regia, che dovrebbe riunirsi “almeno ogni tre mesi”. Non sappiamo nulla neppure della natura dell’incarico dato a chi dovrà curare i rapporti tra Tavolo e cittadini.

Noi speriamo che non si tratti di mera comunicazione in un solo verso, dal Tavolo ai cittadini, perché questo sarebbe solo veicolare decisioni già prese, ma che ci sia la reale volontà di ascoltare e prendere in considerazione i desideri e la visione dei cittadini.

Con questa speranza abbiamo steso il documento che segue che illustra la visione dell’Associazione Posidonia sull’isola Palmaria.



venerdì 5 maggio 2017

Marine Rubbish: una sfida da condividere

Le Associazioni Posidonia, Pro Loco Le Grazie e Pro Loco Palmaria hanno programmato per venerdì 12 maggio alle ore 21 presso la Sala Refettorio dell’ex Convento Olivetani alle Grazie la proiezione del documentario Marine Rubbish: una sfida da condividere.
Questa serata fa parte di una serie di iniziative volte alla cura del territorio. La Pro Loco Le Grazie ha organizzato per sabato 20 maggio l’ormai tradizionale pulizia dei fondali mentre la Pro Loco Palmaria ha organizzato per domenica 14 maggio la giornata di pulizia dell’isola.

Marine Rubbish è un documentario che racconta le ricerche che l’Istituto di scienze marine del Cnr (Ismar-Cnr) sta effettuando sull’inquinamento marino, in particolare su quello causato dalla presenza di materiali in plastica galleggianti e che si depositano sui litorali.
Il documentario è stato ideato da Silvia Merlino dell’Ismar-Cnr e Mascha Stroobant (Distretto Ligure per le Tecnologie Marine), per la regia di Cecilia Cinelli, riprese di Saul Carassale e montaggio di Sara Bonatti. Tradotto anche in lingua francese, il video è stato realizzato in splendide location tra le province della Spezia, Pisa, Livorno, nell’isola di Pianosa e nella zona di mare storicamente denominata “santuario dei cetacei”.

venerdì 10 marzo 2017

Ancora Kipar

Abbiamo letto e apprezzato lo scritto di Pierpaolo Bracco, pubblicato su Il Secolo XIX l’1 marzo, sull’affidamento all’architetto Kipar dell’incarico di advisor tecnico per la “redazione di scenari di intervento e masterplan” nell’ambito del programma di valorizzazione conseguente alla cessione al Comune di Porto Venere di beni del Demanio sull’isola Palmaria.
L’ingegner Bracco è stato a suo tempo tra i fondatori e i più attivi animatori del Comitato per la Salvaguardia dell’isola Palmaria che dal 2008 cercò di contrastare la cosiddetta riqualificazione ambientale inventata quale contorno all’abbattimento dello Scheletrone. Lo scempio di quell’operazione è ben visibile a chiunque percorra il tratto di sentiero dal Terrizzo a Punta Beffettuccio, specialmente nel tratto Punta secca – Beffettuccio.