martedì 5 settembre 2017

Palmaria: Masterplan e partecipazione




Abbiamo letto i documenti pubblicati nel sito della Regione Liguria relativi all’isola Palmaria, in particolare quelli che si riferiscono al Sito Unesco, agli Scenari di intervento e alle Attività affidate all’advisor tecnico e, per la parte comunicazione, alla Società Basi Comunicanti.

Il quadro che ne abbiamo ricavato non è confortante. Intanto emerge con chiarezza che non ci sarà un percorso partecipato ma solo comunicazione, timore che avevamo già espresso nella nota inviata a giugno in Comune e in Regione QUI. Leggiamo infatti che ci saranno “una serie di incontri dedicati a illustrare, approfondire e recepire eventuali istanze o suggerimenti”; ancora, il coinvolgimento avverrà “attraverso una comunicazione chiara e programmata”. 

Non si tratterà quindi di percorso partecipato ma solo di comunicazione condotta da facilitatori non neutri che si limiteranno ad illustrare le decisioni assunte mentre le proposte delle associazioni e dei cittadini saranno prese in considerazione solo se non interferiranno con il quadro complessivo già delineato. Che non si tratterà di percorso partecipato si evince anche dal curriculum dell’esperto incaricato, curriculum di tutto rispetto ma in altro campo, in quello appunto della comunicazione.
 
Il primo di questi incontri è previsto per l’11 settembre, lì vedremo come verrà impostato il cammino e saremmo ben lieti di ricrederci.

mercoledì 5 luglio 2017

Palmaria, bene comune da preservare


In data 10/10/2016 l’Associazione Posidonia ha inviato formale richiesta di partecipazione al Tavolo Tecnico costituito per dare attuazione alla dismissione di beni del Demanio Militare sull’isola Palmaria. Ne abbiamo scritto QUI e QUI
L’Associazione Posidonia ha quindi elaborato il documento qui di seguito che esprime la propria visione sull’isola Palmaria e sugli scenari che potrebbero configurarsi a seguito della dismissione di tali beni e loro passaggio nella disponibilità del Comune di Porto Venere.
Questo documento è stato inviato alla Regione Liguria, al Comune di Porto Venere, al Ministero della Difesa e al Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Liguria, Enti che compongono il Tavolo Tecnico e ai quali confidiamo di poterlo illustrare in una apposita seduta


Sullo schema metodologico procedurale per l’attuazione del Tavolo Tecnico



Dobbiamo innanzitutto esprimere la nostra sorpresa e contrarietà rispetto al percorso che si sta seguendo per l’attuazione del Tavolo Tecnico.

Nella Deliberazione n. 24 del 8/6/2016 del Consiglio Comunale di Porto Venere e nella successiva Delibera di Giunta n. 173 del 12/8/2016 è scritto che “il Tavolo Tecnico nella gestione dei lavori relativi all’”Agenda” curerà, attraverso la definizione di linee guida metodologiche, la definizione di un percorso di comunicazione ad ampio respiro e l’attivazione di un processo di partecipazione fino alle fasi attuative del Programma”.

Un processo di partecipazione, per essere tale, deve prevedere il coinvolgimento di tutti i cittadini interessati, riuniti o meno in associazioni, che devono, dopo ricerche, analisi, discussioni, costruzione di vari scenari, esplicitare e motivare la loro visione sul territorio in esame, in questo caso sull’isola Palmaria. Le risultanze di questo lavoro dovrebbero poi essere la base di un concorso di idee per individuare il progettista cui affidare l’incarico.

Qui si sta procedendo alla rovescia: si è dato l’incarico di elaborare il Master Plan ad uno studio tecnico senza aver neppure iniziato il percorso di partecipazione, e solo ora ai cittadini viene richiesto di esprimersi. O si tratta solo di comunicazioni dal Tavolo ai cittadini?

Vogliamo sottolineare che comunicare non è partecipare, questo progetto manca già di una gamba fondamentale, i cittadini che vivono questo ambiente e sui quali ricadranno le conseguenze delle scelte fatte.

Anche dal punto di vista della trasparenza il Programma di Valorizzazione dell’isola Palmaria ha avuto una partenza falsa: non sappiamo quali direttive sono state date alla studio Kipar, non sappiamo se il Tavolo Tecnico si è riunito (avrebbe dovuto farlo una volta al mese) e con quali risultati, così come non sappiamo nulla di eventuali riunioni della Cabina di regia, che dovrebbe riunirsi “almeno ogni tre mesi”. Non sappiamo nulla neppure della natura dell’incarico dato a chi dovrà curare i rapporti tra Tavolo e cittadini.

Noi speriamo che non si tratti di mera comunicazione in un solo verso, dal Tavolo ai cittadini, perché questo sarebbe solo veicolare decisioni già prese, ma che ci sia la reale volontà di ascoltare e prendere in considerazione i desideri e la visione dei cittadini.

Con questa speranza abbiamo steso il documento che segue che illustra la visione dell’Associazione Posidonia sull’isola Palmaria.



venerdì 5 maggio 2017

Marine Rubbish: una sfida da condividere

Le Associazioni Posidonia, Pro Loco Le Grazie e Pro Loco Palmaria hanno programmato per venerdì 12 maggio alle ore 21 presso la Sala Refettorio dell’ex Convento Olivetani alle Grazie la proiezione del documentario Marine Rubbish: una sfida da condividere.
Questa serata fa parte di una serie di iniziative volte alla cura del territorio. La Pro Loco Le Grazie ha organizzato per sabato 20 maggio l’ormai tradizionale pulizia dei fondali mentre la Pro Loco Palmaria ha organizzato per domenica 14 maggio la giornata di pulizia dell’isola.

Marine Rubbish è un documentario che racconta le ricerche che l’Istituto di scienze marine del Cnr (Ismar-Cnr) sta effettuando sull’inquinamento marino, in particolare su quello causato dalla presenza di materiali in plastica galleggianti e che si depositano sui litorali.
Il documentario è stato ideato da Silvia Merlino dell’Ismar-Cnr e Mascha Stroobant (Distretto Ligure per le Tecnologie Marine), per la regia di Cecilia Cinelli, riprese di Saul Carassale e montaggio di Sara Bonatti. Tradotto anche in lingua francese, il video è stato realizzato in splendide location tra le province della Spezia, Pisa, Livorno, nell’isola di Pianosa e nella zona di mare storicamente denominata “santuario dei cetacei”.

venerdì 10 marzo 2017

Ancora Kipar

Abbiamo letto e apprezzato lo scritto di Pierpaolo Bracco, pubblicato su Il Secolo XIX l’1 marzo, sull’affidamento all’architetto Kipar dell’incarico di advisor tecnico per la “redazione di scenari di intervento e masterplan” nell’ambito del programma di valorizzazione conseguente alla cessione al Comune di Porto Venere di beni del Demanio sull’isola Palmaria.
L’ingegner Bracco è stato a suo tempo tra i fondatori e i più attivi animatori del Comitato per la Salvaguardia dell’isola Palmaria che dal 2008 cercò di contrastare la cosiddetta riqualificazione ambientale inventata quale contorno all’abbattimento dello Scheletrone. Lo scempio di quell’operazione è ben visibile a chiunque percorra il tratto di sentiero dal Terrizzo a Punta Beffettuccio, specialmente nel tratto Punta secca – Beffettuccio. 

lunedì 25 luglio 2016

Non è solo un muro

Acquerello della Brigata Clerc
Alle Grazie, frazione del Comune di Porto Venere, è stata abbattuta con un blitz a tarda serata una porzione dell'antico muro perimetrale del Convento Olivetani per creare un accesso carrabile all'orto interno.
Questo muro compare gia in antiche carte, in particolare nel rilevamento topografico condotto dalla brigata napoleonica guidata dal capitano del Genio Pierre-Antoine Clerc che ha operato nel Golfo della Spezia tra l'inverno del 1809 e l'estate del 1811 producendo disegni, acquerelli e un grande plastico nel quale è riportato il muro di cui parliamo.
Ma vediamo bene dal principio. Qualche anno fa una coppia di nazionalità australiana acquista una abitazione situata all'interno dell'orto murato del Convento degli Olivetani. A tale abitazione si accede con una porta pedonale aperta da sempre a una estremità del muro. Da qualche mese i proprietari hanno fatto redigere un progetto che prevede l'apertura di un secondo varco, questa volta più ampio per consentire l'accesso dell'auto. La Commissione locale per il Paesaggio, di cui fa parte l'architetto progettista (piccolo conflitto di interessi?), esprime un primo parere favorevole al quale non segue però nessuna autorizzazione paesaggistica. 

martedì 19 luglio 2016

Io ti do una cosa a te....

La nota che segue è stata condivisa dalle Associazioni e Comitati elencati in fondo e inviata come comunicato stampa ai giornali locali

La Regione Liguria ha varato una Delibera di Giunta che prevede l'elargizione di buoni carburante agli abitanti che sopportano nel proprio territorio l'impianto di rigassificazione di Panigaglia. Una prima immediata considerazione ci fa dire che non si capisce perché la Giunta abbia deciso di privilegiare solo una categoria di cittadini, i maggiorenni con patente, uno per famiglia e non abbia invece scelto una modalità che fosse un “risarcimento” per tutti.
Detto questo dobbiamo ancora una volta ricordare che il rigassificatore di Panigaglia è un impianto ad altissimo rischio di incidente rilevante, sottoposto quindi a particolari leggi e normative, anche europee, oltre che agli strumenti urbanistici vigenti.


giovedì 28 aprile 2016

Fuori luogo

Riceviamo dalla nostra socia Nicoletta Pastorino questo scritto sui pericoli connessi alla prospettata trasformazione del rigassificatore di Panigaglia e, soprattutto, sul suo essere, anche allo stato attuale, totalmente “fuori luogo”

Circa un anno fa è comparsa sui giornali la notizia che era stato indetto dalla Snam un concorso per uno studio di fattibilità riguardante la trasformazione dell'attuale terminal di rigassificazione di Panigaglia in deposito di GNL a scopo rifornimento navi militari e di distribuzione commerciale.
Il concorso è stato vinto nuovamente dalla società D'Apollonia e il progetto è tuttora in fase di elaborazione.
In questo frattempo si sono susseguiti sulla stampa articoli che hanno appoggiato questa soluzione presentata come la giusta alternativa al progetto di raddoppio della capacità del rigassificatore. Il progetto di raddoppio, elaborato sempre dalla società D'Apollonia qualche anno fa, è stato archiviato per ragioni di opportunità economica visto l'andamento al forte ribasso dei prezzi del GNL che ne avrebbero resa antieconomica la realizzazione.
In questa altalena di possibilità, scelte di volta in volta con poca o nulla considerazione dell'impatto fortemente condizionante sull'ambiente e soprattutto della sua difficile reversibilità (come dimostrano i fatti), non è mai stato, dal '68 ad oggi, considerato prioritariamente l'aspetto della localizzazione che, a mio parere, è la vera discriminante per qualsiasi decisione.


domenica 10 aprile 2016

Danno erariale al Comune di Porto Venere: 2.354.645,81 euro

E' uscita sui giornali la notizia della chiusura dell'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza della Spezia su incarico della Corte dei Conti in merito alla costruzione del parcheggio al Fezzano. E' stato accertato un danno erariale per le casse del Comune di Porto Venere per 2.354.645,81 euro e sono stati segnalati alla magistratura contabile gli ex sindaci Calcagnini e Nardini oltre agli amministratori della Società Porto Venere Sviluppo e Valorizzazione Immobiliare Spa (successivamente Porto Venere Sviluppo Srl) che si sono succeduti nel tempo. Anche l'attuale Sindaco Cozzani è stato segnalato ma, dice il giornale, “esclusivamente per alcuni atti dovuti”.
Non vogliamo entrare nel merito delle contestazioni giudiziarie, anche perché non abbiamo letto gli atti ma solo quello riportato dai giornali, desideriamo piuttosto mettere in evidenza il punto di vista dei cittadini.
La vicenda nasce nel 2006, amministrazione Calcagnini, con la costituziane della Spa Portovenere Sviluppo e Valorizzazione Immobiliare per la quale erano previsti come primi interventi il conferimento al capitale sociale della Società del terreno del Fezzano per il quale doveva essere ancora perfezionato l'acquisto dal Demanio, la concessione per trenta anni della struttura a Porto Venere dove costruire e gestire il CEA, nonché il far subentrare la Società nella concessione demaniale del CEA Palmaria e dell'area in località Cavo.

martedì 29 marzo 2016

Laboratorio Palmaria

E' stato siglato il 14 marzo il Protocollo di Intesa QUI tra Ministero della Difesa, Regione Liguria, Comune di Porto Venere e Agenzia del Demanio con il quale alcuni dei beni presenti sull'isola Palmaria e appartenenti al Demanio Militare passano nella disponibilità del Comune di Porto Venere che si impegna a redigere un progetto per la loro valorizzazione. Tale passaggio non è a titolo gratuito poiché il Comune di Porto Venere si impegna a eseguire senza oneri per il Ministero della Difesa e per la Marina Militare (cioè a sue spese) interventi di innovazione e di manutenzione straordinaria e ordinaria all'interno di proprietà che rimangono al Ministero della Difesa, in particolare ai due stabilimenti balneari riservati ai dipendenti del Ministero, civili e militari, nonché a strade e reti tecnologiche che saranno oggetto di realizzazione o di manutenzione.
Le proprietà che vengono cedute al Comune sono costruzioni che, pur avendo bisogno di importanti interventi di ristrutturazione, sono poste in posizioni panoramiche all'interno di un contesto naturale che le rende molto appetibili. La struttura di maggior estensione è il Forte Cavour che si trova sul tetto dell'isola ed ha una grande importanza da un punto di vista sia storico che architettonico.

lunedì 29 febbraio 2016

I percorsi partecipati nel Comune di Porto Venere

In questo scritto ci riferiamo all'esperienza e a documenti elaborati dai Cantieri dell'Urbanistica Partecipata negli anni dal 2004 al 2009. Ci è parso di dover fornire ai cittadini la possibilità di un “ripasso” su ciò che è stata la Partecipazione nel Comune di Porto Venere visti i temi che in questo periodo sono in evidenza, tra i tanti le dismissioni di beni militari, e quindi la questione Palmaria, e la sistemazione della baia delle Grazie. Nonostante le delusioni prodotte dall'atteggiamento negativo delle Amministrazioni che si sono succedute, come si leggerà nel seguito, e di fronte ai danni sociali e ambientali prodotti da tali atteggiamenti, continuiamo a pensare che la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica sia l'unico metodo che può garantire e produrre consapevolezza civica, senso di appartenenza a una comunità e riappropriazione del territorio come bene comune essenziale. Ci auguriamo pertanto che in questo momento così delicato per il Golfo, di passaggio di beni militari alla comunità, i cittadini non vengano tenuti all'oscuro e tagliati fuori ma possano assumere un ruolo determinante in decisioni che segneranno il loro futuro. Lo scopo di questo scritto non è solo elencare atteggiamenti errati affinché questi non si ripetano ma soprattutto sottolineare e ribadire l'importanza dell'esperienza vissuta, importanza culturale, sociale e umana che solo la dedizione dei professori Pizziolo e Micarelli ha reso possibile.
Il rapporto tra l’Università di Firenze e il territorio di Porto Venere ha avuto inizio nel 2004, quando Provincia della Spezia, Comune di Porto Venere e l'Università, Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione Territoriale, di cui era allora responsabile il Prof. Arch. Giorgio Pizziolo, andarono ad una convenzione su “I Paesaggi Partecipati” in attuazione sperimentale della Convenzione Europea del Paesaggio.